lunedì 27 maggio 2013

E tond ad Ravenna

L'ippodromo ha chiuso da pochi mesi e già cresce  l'erba sulla pista ovale.
Ho molti ricordi di questo parco cittadino ma nessuno di questi è legato al'ippica.
Ci si andava al Festival dell'Unità in bicicletta, a vedere i concerti, a giocare a calcio fra amici, a far jogging dentro  la pista ghiaiata sfidando le ire del custode nelle fredde serate invernali.
Che poi ogni tanto ci corressero anche i cavalli era incidentale, l'ippodromo era molto di piu di una pista per cavalli.
Ora  nessuno fa piu la manutenzione del verde e tutto il complesso appare decadente ma quello che  mi ferisce maggiormente è il fatto che hanno spostato la recinzione ovest per ricavarci due parcheggi.
Ho talmente paura che a breve qualcuno che conta avanzi un bel progetto di "riqualificazione"   che preferirei che  questo polmone di verde rimanesse così com'è, con le erbacce e le siepi cespugliose.
Flora e fauna e cittadini sensibili ringrazierebbero.

sabato 18 maggio 2013

Oltre la galassia Nimby

Sono stato l'altra sera ad un'interessantissimo incontro pubblico organizzato dal Comitato difendi la Caserma che si batte da piu di un'anno contro la costruzione di un impianto di produzione di biogas ed energia elettrica fra Ravenna e Forlì. 
Ci sarebbe molto da dire sulle ragioni per cui questi impianti non solo non dovrebbero essere incentivati dallo Stato come purtroppo avviene  ma andrebbero nella maggior parte dei casi  vietati per il semplice  fatto che hanno un' EROEI inferiore ad 1. 
Fra queste ragioni mettiamo  quelle sanitarie,  di salubrità dell'ambiente,  di interessi economici e politici contro il bene comune,  lo sconvolgimento delle filiere alimentari, e dei territori su cui insistono. E molto altro. 
Questo vale per quasi tutti gli impianti di produzione di energia elettrica incentivati che utilizzano processi di digestione concentrata ed accelerata o di combustione di materiale organico di origine agricola o zootecnica.
Le popolazioni direttamente coinvolte da questi impianti giustamente si oppongono, formano comitati, tutti rigorosamente apartitici, e provano a mettersi contro questi mostri. Sicuramente i legislatori e le lobby che li muovono non avevano previsto tutto questo attivismo dei semplici cittadini ed ora si stanno  preoccupando un po'. Ho anche scoperto che esiste  l'osservatorio nazionale Nimby Forum sostenuto da tantissime aziende pubbliche e private con patrocinato dall'ANCI (associazione dei comuni italiani),  ministero dell'ambiente e dello svilluppo e Legambiente*(!). 

"L'obiettivo principale del Forum è individuare le più efficaci metodologie di interazione tra i diversi stakeholder per gestire e ridurre il fenomeno delle opposizioni territoriali ambientali e la Sindrome Nimby (Not In My Back Yard)."

Cioè studiano e mappano i comitati per combatterli, fra l'altro con i nostri soldi. Da notare come Nimby sia declinato in forma negativa come se protestare per un danno subito sia un capriccio mentre progettare danni al territorio sia virtuoso.

Io credo che sia troppo tardi.
I cittadini che si impegnano in questi comitati sono vicini a fare massa critica.

Quando vengono coinvolti  in questi comitati, sia pure inizialmente da sindrome Nimby,  parte un processo di studio e di conoscenza di tutti gli aspetti del problema che è assolutamente irreversibile.   L'acculturamento forzato  produce inevitabillmente una "cultura" anche  globale. Non ci ferma piu alla sola protesta per la puzza di un'impianto o il traffico davanti a casa ma si va a vedere del perchè si fa l'impianto e chi ci guadagna veramente. 

Quelli che le lobby degli incentivi consideravano dei  rednek son diventati cittadini coscienti ed informati. Non si faranno piu fregare su queste come su altre questioni.
Credo sia l'inizio della rivoluzione.



* Questo patrocinio di Legambiente prima o poi qualcuno me lo dovrà spiegare!!!